dom

13

nov

2011

1^ domenica di Avvento - anno B

Il Signore viene. Con questa proclamazione apre il tempo liturgico dell’Avvento. Ce lo ricordano i brani della Parola di Dio di questa prima domenica, attraverso un linguaggio difficile e impegnativo.

Siamo invitati a mettere ordine nel nostro cuore ed affrontare le vicende della storia, anche quelle più difficili che portano persecuzione e sofferenza a causa del Vangelo.

Per aiutarci ad individuare l’atteggiamento giusto per vivere questo Avvento mi faccio aiutare da questo esempio: «Un uomo decise di far visita a un eremita e gli chiese: “Ho bisogno di sapere qual é il primo passo che deve essere intrapreso per fare un cammino spirituale”. Il saggio eremita portò l’uomo a un piccolo pozzo e gli disse di guardarsi riflesso nell’acqua. L’uomo provò a farlo, ma non riusciva perché l’eremita gettava sassolini nell’acqua agitandone la superficie. “Non potrò vedere la mia faccia se continui a tirare sassi!”- “Come è impossibile vedere il tuo volto nelle acque mosse” rispose il vecchio eremita “cosi è impossibile trovare se stessi in un cuore agitato e cercare Dio se la propria mente e ansiosa. Questo è il primo passo!»

Penso stia qui il messaggio nascosto dietro la parola “avvento”: un tempo favorevole per far calmare le acque. Tanti sono i sassolini che la vita o gli altri ci tirano e che agitano lo specchio d'acqua nel pozzo del nostro cuore.

Se ci pensiamo bene, spesso ci tiriamo i sassi anche da soli: l’invidia che rode dietro le nostre tristezze; i bronci, il mutismo; la paura di sbagliare, di non piacere; i rimpianti del passato: se avessi fatto, se avessi avuto, se avessi saputo. Il sasso più grosso ha la consistenza del molto tempo a nostra disposizione, ma che spesso impieghiamo solo a perdere tempo.

 

Facendo troppe cose insieme non si guadagna tempo.

Forse non riusciamo a fermarci perché abbiamo paura di incontrare noi stessi, non ci conosciamo più, non ci ricordiamo come siamo fatti. Se il nuotatore solleva la testa è per riprendere fiato. Se l’automobilista si accosta è per fare il pieno di benzina. Se ti fermi è per prendere coscienza di te stesso, per riunire le forze, riordinarle e dirigerle, per respirare, per sorridere, per rilassarti: questo é avvento.

Avvento è smettere di tirarsi i sassi per far calmare l’acqua.

La fedeltà e il coraggio nella persecuzione, nella fatica e soprattutto la prontezza e la vigilanza sono gli atteggiamenti del cristiano che è animato dalla fede e dalla speranza.

Marana tha: vieni, Signore Gesù! E’ la preghiera per eccellenza dell’Avvento. Con questa invocazione nel cuore ognuno di noi è chiamato a leggere la storia in cui vive e ad assumerla con responsabilità. La vigilanza cristiana richiede saggezza nel saper discernere e agire secondo il Vangelo. Vigile è colui che non si lascia influenzare, ma che dà la propria testimonianza di vita.

La nostra è la religione dell'amore, non del timore, della fiducia e della speranza, non dell'angoscia, del coraggio. Dobbiamo pensare con serietà e responsabilità all'incontro con Dio e al suo giudizio, cercando di fare il bene e opere buone il più possibile, lottando contro il male, implorando continuamente il perdono per i nostri peccati.

Come cristiani abbiamo il compito di piantare il Vangelo dentro di noi e nella nostra vita quotidiana.

Avvento è smettere di tirarsi i sassi per far calmare l’acqua.

L’avvento dice che il Natale si sta avvicinando: Dio sta per bussare alla porta del mondo, non perdiamo questo appuntamento.

 

Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

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