Mercoledì della settimana
dell’ultima domenica dopo l’Epifania
Messa della feria o ad libitum. [1]
Qo 8,5b-14
Sal 89(90): Mostraci, Signore, la tua gloria.
Mc 12,38-44
Ufficio della
feria.
Vespri I della memoria
seguente.
Per ogni evento vi è un tempo opportuno, ma un male pesa gravemente sugli esseri umani. L’uomo infatti ignora che cosa accadrà; chi mai può indicargli come avverrà? Nessun uomo è padrone del suo soffio vitale tanto da trattenerlo, né alcuno ha potere sul giorno della morte. (Qo 8)
Poiché non si pronuncia una sentenza immediata contro una cattiva azione, per questo il cuore degli uomini è pieno di voglia di fare il male; infatti il peccatore, anche se commette il male cento volte, ha lunga vita. Questo è, oggi come ieri, il pensiero diffuso e dolente di molti che non vedono i malvagi puniti e pensano sia inutile il loro impegno di fedeltà e giustizia. Ma tutto ha il suo peso e la felicità è per i giusti. Quello che conta al giudizio di Dio non è la quantità di ciò che si offre, ma lo spirito con cui si fa l'offerta, la sincerità, il sacrificio reale che essa rappresenta e comporta.
La povertà per Dio è ricchezza, e il poco che si dà può valere molto: tutto dipende dal cuore che si esprime in ogni gesto. La vedova che lascia in offerta la sua unica moneta, attua un gesto molto più significativo di chi ha lasciato una cospicua sommma, avendo molte altre ricchezze. Il messaggio non è certo da considerare in termini puramente monetari, ma relativamente a tutte le risorse di cui una persona può disporre nella sua vita: ciò che la rende ricca e generosa è l'impegno che essa fa di tutte le sue capacità per costruire il bene.
Preghiamo col Salmo
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
Per informazioni: family2012@ilquadrifogliocops.com
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 12 febbraio 2012
[Video]
Cari fratelli e sorelle!
Domenica scorsa abbiamo visto che Gesù, nella sua vita pubblica, ha guarito molti malati, rivelando che Dio vuole per l’uomo la vita, la vita in pienezza. Il Vangelo di questa domenica (Mc 1,40-45) ci mostra Gesù a contatto con la forma di malattia considerata a quei tempi la più grave, tanto da rendere la persona “impura” e da escluderla dai rapporti sociali: parliamo della lebbra. Una speciale legislazione (cfr Lv 13-14) riservava ai sacerdoti il compito di dichiarare la persona lebbrosa, cioè impura; e ugualmente spettava al sacerdote constatarne la guarigione e riammettere il malato risanato alla vita normale.
Il tempo dopo l’Epifania nel rito Ambrosiano
(Citazioni dal sito della Diocesi e dal Messale ambrosiano quotidiano.)
Il Tempo che segue la celebrazione dell’Epifania, si pone come eco della solennità.
Le domeniche, a partire dalla II dopo l’Epifania, attraverso la presentazione dei segni compiuti da Cristo, ne vengono manifestando la messianicità e la divina signoria.
Esso inizia il lunedì che segue la domenica dopo il 6 gennaio, cioè la I domenica dopo l'Epifania, detta del Battesimo del Signore, e si protrae fino all’ora nona compresa del sabato che precede
la domenica all’inizio della Quaresima.