Veglia pasquale - 20 aprile 2019

Questa solenne veglia pasquale ci regala di vivere, attraverso i segni e le parole, la grandezza della Pasqua e ci fa sperimentare quello che le donne di buon mattino, come ci ha ricordato il Vangelo, andando al sepolcro, con stupore, videro.

 

Ecco i segni e le parole che rendono attuale l’annuncio di gioia di Pasqua.

 

· Anzitutto la benedizione del fuoco e del cero con cui abbiamo iniziato questa solenne veglia pasquale, segno del Cristo Risorto, Vivente tra di noi;

 

· poi il cammino che ci è stato offerto dall’ascolto delle letture che hanno segnato per noi i passi della storia della salvezza, dall’opera di creazione di Dio, alla fede del nostro padre Abramo, dalla liberazione dalla schiavitù d’Egitto alla speranza di vita fino al racconto che Paolo fa dell’annuncio pasquale, un cammino attraverso cui la Parola di Dio ci conduce alla notizia che parte da quel sepolcro vuoto: Il crocifisso non è qui. E’ Risorto…

 

· Tra poco il rinnovo delle promesse battesimali che tutti noi saremo chiamati ad esprimere.

 

· Infine, il pane e il vino che, consacrati, diventano presenza del Risorto tra di noi, il Vivente che si dona a noi.

Tutto questo è partito da quel sepolcro vuoto.

 

Le donne si aspettavano di andare, entrare e trovare il corpo morto di Gesù. Invece trovano che il sepolcro non solo è vuoto, ma vedono pure un Angelo seduto sulla pietra rotolata via. “So che cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui!” … dice l’Angelo

 

Dal sepolcro vuoto risuona l’annuncio che il Signore è risorto, è vivo. Lui vive e ci vuole vivi!

 

In questa santa notte è questa la notizia: il sepolcro di Gesù, dove lui era stato posto, morto, è vuoto.

 

Questo annuncio viene a noi e viene a tutti quei sepolcri che sono quei luoghi e situazioni dove c’è la morte, la Pasqua di Gesù vince la morte.

 

Nei sepolcri del nostro mondo, del nostro tempo: se guardiamo a ciò che accade, alla violenza diffusa, ai muri e alle barriere verso chi soffre, alle solitudini che prendono il cuore degli uomini, ma non solo

 

pensiamo al buio che talvolta abita nei nostri cuori toccati dalla prova, dalla sofferenza, dal dolore … questa notte il Signore vuol fare risuonare in noi un grido di vita, di speranza.

 

Cristo vive. Egli è la nostra speranza. Tutto ciò che Lui tocca diventa nuovo, si riempie di vita e se Cristo vive ci vuole vivi.

 

Per quanto noi ci possiamo allontanare, il Risorto è accanto a noi. Quando ci sentiamo tristi, le paure, i dubbi o i fallimenti vengono a galla, Lui sarà lì per ridarci la forza e la speranza.

 

E’ bella l’immagine che si sperimenta quando finisce un temporale. Nuvole, pioggia a dirotto, poi le nubi si diradano, passa la luce, si vede il sereno e poi ancora nubi minacciose, qualche tuono in lontananza…

 

Ma come cambia tutto quando un raggio di sole riesce a passare le nubi, si fa spazio in un angolino di azzurro e di sereno e viene ad illuminarci! Cambia tutto, è tutto un altro paesaggio. Quello stesso ambiente prima buio e più pesante ed umido cambia subito aspetto e riprende i contorni belli della creazione. Basta un raggio di sole che attraversa le nubi e giunge fino a noi. E cambia tutto e si respira aria di vita, di gioia.

 

Sia questo per tutti noi, nella nostra vita, l’annuncio di Pasqua quest’anno. Un raggio di sole, di luce che penetra le nubi e raggiunge proprio noi, la nostra casa, la nostra esistenza, il nostro cuore.

 

Cambia tutto, si ritorna a scoprire il Risorto, il Vivente, che cammina con noi. Se Cristo vive ci vuole vivi e annunciatori di vita e di speranza. Questo è Pasqua e in forza di questo annuncio a tutti dico Buona Pasqua.

 

 

don Claudio