Domenica 16 Dicembre
IL PRECURSORE

Gv 3, 23-32a
Chi possiede la sposa è lo Sposo; ma l’amico dello Sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello Sposo.

Lettura del Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo. Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.
Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire».
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito.

Parola del Signore.


 La parola del Parroco

 Dio si incammina per farsi vicino all’uomo…

 

Carissimi!

 

C’è una domanda che risuona in me in questi giorni: “cosa ci riserva il futuro? Cosa ci possiamo aspettare? Spesso ce lo chiediamo, da tanti punti di vista: personale, lavorativo, affettivo, di salute e tante volte non riusciamo a darci delle risposte capaci di rasserenarci, come se il domani fosse solo carico di incognite.

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 N° 8 - Dicembre 2018

ITINERARI IN PREPARAZIONE

AL MATRIMONIO 2018

Decanato di Gallarate



Quarta settimana di Avvento

Il Signore è mia eredità e mio calice.

13 Dicembre, giovedì
Santa Lucia, vergine e martire (memoria)

Messa
dal Comune dei martiri (per una vergine e martire: MA 1990 e SMA 1986), oppure dal Comune delle vergini o dei martiri (MA 1976). Prima orazione propria. [2]
Ger 16,19-21
Sal 15(16): Il Signore è mia eredità e mio calice.
Zc 10,6-9
Mt 21,18-22

Ufficio
della memoria.
Vespri I
della memoria seguente.

Colore paramenti liturgici: Morello

Lezionario ambrosiano festivo: Anno C

Lezionario ambrosiano feriale: Anno I
Liturgia delle Ore: Volume I -
IV settimana


«Come mai l’albero di fichi è seccato in un istante?» Rispose loro Gesù: «In verità io vi dico: se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che ho fatto a quest’albero, ma, anche se direte a questo monte: «Lèvati e gettati nel mare», ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete». (Mt 21,20b-22)

Il fatto mostra Gesù che, ispirandosi al linguaggio dei profeti, denuncia l’incredulità del popolo ebraico e richiama una riflessione sul senso vero della fede. Solo la fede è capace di qualsiasi miracolo e la potenza della preghiera nasce proprio da una fede solida che illumina il cammino quotidiano dell’uomo credente. Gesù fa appello ad una fede pura da dubbi e ad una preghiera fiduciosa. L’evangelista ci richiama, così come la prima comunità, a ricordare che nulla è impossibile a chi crede con fermezza e sa chiedere con fiducioso abbandono. La fede può aprire il nostro cuore alla speranza e alla capacità di vedere oltre il limite umano.
Non lasciamoci chiudere il cuore dal rifiuto a vedere le meraviglie che il Signore opera: a volte la cecità del cuore è legata alla mancanza di fede nella preghiera e spesso possiamo anche noi sperimentare che quando manca la fede la preghiera diventa un fatto meccanico e scontato, che non apre il cuore.

Preghiamo
Ti chiedo Signore di prepararmi ad accoglierti con un cuore grande, capace di rispondere alle richieste che tu mi fai attraverso i fatti che succedono e le persone che incontro. Amen.

[da: Stranieri e pellegrini – Il cammino, l’attesa, l’ospitalità – Avvento e Natale 2018, Centro Ambrosiano]

 Il tempo di Avvento nel rito Ambrosiano.

(Citazioni dal sito della Diocesi e dal Messale ambrosiano quotidiano.)

 

Nell’Avvento il popolo cristiano si dispone a rivivere la “pienezza dei tempi” alla luce dell’attesa escatologica che orienta il cammino dei credenti nella storia e li guida verso il loro definitivo riscatto nel trionfo glorioso del Signore.

 

Esso, nel rito ambrosiano, è di durata analoga alla Quaresima (sei settimane); prende avvio la domenica successiva alla festa di S. Martino, vescovo (11 novembre), ragione per la quale nella tradizione ambrosiana prende anche il nome di “Quaresima di S. Martino” e termina prima della grande celebrazione vespertina vigilare di Natale.

 

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ANNO ORATORIANO 2018-2019

VIA COSÌ

lo slogan dell'anno oratoriano 2018-2019

 

In oratorio rifiutiamo la logica del "si è sempre fatto così" e riscopriamo che lo slancio in avanti è la VIA da percorrere e che il nostro "COSÌ" è sempre qualcosa di nuovo. Crescerà lungo il cammino il nostro vigore, perché chiunque in oratorio si senta sostenuto e accompagnato dentro un "popolo" che è in cammino verso la Meta.

 

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