La parola del Parroco

Veglia Pasquale

Questa solenne veglia pasquale ci regala di vivere, attraverso i segni e le parole, la grandezza della Pasqua e ci fa sperimentare quello che le donne di buon mattino, come ci ha ricordato il Vangelo, andando al sepolcro, con stupore, videro.

Ecco i segni e le parole che rendono attuale l’annuncio di gioia di Pasqua.

 

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N° 4 Maggio 2019
Gruppi di Ascolto

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Decanato di Gallarate

Qui potrete trovare le date e  i luoghi dei corsi in Preparazione al Matrimonio Cristiano del nostro Decanato.



V settimana di Pasqua

Il Signore è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo.

22 Maggio, mercoledì
Mercoledì della V settimana di Pasqua
Santa Rita da Cascia, religiosa (memoria facoltativa)

Nella diocesi di Bergamo: Beato Luigi Maria Palazzolo, sacerdote (memoria)

Messa
propria della feria della memoria facoltativa (AMA). [2]
At 15,36-6,3.8-15

Sal 99(100): Il Signore è il nostro Dio e noi siamo il suo popolo.
Gv 12,20-28

Ufficio
della feria o della memoria facoltativa (ALAO).
Vespri
della feria pasquale del mercoledì o Vespri I di una delle memorie facoltative seguenti

Colore paramenti liturgici: Bianco

Lezionario ambrosiano festivo: Anno C

Lezionario ambrosiano feriale: Anno I

Liturgia delle Ore: Volume 3

(I settimana del Salterio)



La svolta degli Atti

Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

(At 16,9-10)

 

Dopo una narrazione in terza persona v’è un passaggio alla prima persona plurale. Luca ha raccontato il tortuoso viaggio dei missionari. Quando però Paolo ha la visione del Macedone e sente la voce, il narratore si ritira e lascia spazio alla prima persona come voce narrante. Qual è l’effetto di tale passaggio? Il narratore, essendosi eclissato, dà spazio ai personaggi protagonisti del racconto (Paolo e gli altri), ponendo sotto i riflettori la loro decisione. Il discorso indiretto mette enfaticamente in rilievo la percezione di quegli stessi personaggi. La chiamata di Dio, così, è riflessa nella coscienza e nella decisione di Paolo e dei suoi compagni. In altre parole, l’azione evangelizzatrice parte dalla comprensione credente dei missionari; ma in questo modo il progetto di Dio è riflesso nella coscienza di Paolo e dei suoi compagni. Dio li chiama, essi però devono assumere il rischio della fede e rispondere all’appello celeste. Il passaggio dalla voce del narratore alla voce dei personaggi narranti, dando accesso alla percezione di Dio necessariamente filtrata dalla loro coscienza, sollecita, di conseguenza, anche la coscienza credente del lettore.

 

Preghiamo

Signore Gesù,
ti sei rivelato a noi in tanti modi,
ma attendi il nostro passo,
la nostra decisione, la nostra comprensione di fede.

 

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

Il tempo di Pasqua

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Resurrezione alla solennità di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come “la grande domenica”.
Le domeniche di questo tempo vengono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica della Resurrezione, si chiamano domeniche “II, III, IV, V, VI, VII di Pasqua”.
Questo sacro tempo di cinquanta giorni termina con la domenica di Pentecoste, la celebrazione della quale quindi chiude il Tempo di Pasqua.

 

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ANNO ORATORIANO 2018-2019

VIA COSÌ

lo slogan dell'anno oratoriano 2018-2019

 

In oratorio rifiutiamo la logica del "si è sempre fatto così" e riscopriamo che lo slancio in avanti è la VIA da percorrere e che il nostro "COSÌ" è sempre qualcosa di nuovo. Crescerà lungo il cammino il nostro vigore, perché chiunque in oratorio si senta sostenuto e accompagnato dentro un "popolo" che è in cammino verso la Meta.

 

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