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LA PAROLA DEL PARROCO

Tre regole per l'Avvento

 

1) Il tuo cuore sappia accontentarsi giorno per giorno di fare un passo alla volta. Non puntare troppo in alto, non procedere in fretta, in avidità e voglia di dominio.Avanza invece sicuro, calmo, con tanta mitezza nel cuore. Soprattutto con PERSEVERANZA, la virtù per l’avvento.

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ALMANACCO LITURGICO

II settimana di Avvento

26 NOVEMBRE - Sabato

Sabato della settimana della II domenica di Avvento

Nell’Arcidiocesi di Milano:
B. Enrichetta Alfieri, vergine Mem. fac. (*)

Messa propria del sabato o della mem. fac.

 

1) Ger 3,6a; 5,1-9b
Sal 105 (106): «Abbi pietà di noi, Signore, per il tuo grande amore»
2) Eb 2,8b-17
3) Mt 12,43-50

 

Ufficio del sabato o della mem. fac.

(*) Si raccomanda vivamente la celebrazione di questa mem. fac.

Vespri I della domenica.

 

Alla Messa vigiliare:
Vangelo della Risurrezione: Gv 20,1-8 o Forma II (LV, pp. 262ss.).


A Milano, nella basilica di S. Vittore al Corpo: memoria di s. Protaso, vescovo.

A Milano, nella basilica di S. Simpliciano: memoria di s. Benigno, vescovo.

Colore paramenti liturgici: Morello

Lezionario ambrosiano festivo: Anno A

Lezionario ambrosiano feriale: Anno I

Liturgia delle Ore: Volume I

II settimana del Salterio


Contemplazione e silenzio.

«Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». (Mt 12,49-50)

 

I figli del regno sono coloro che ascoltano la Parola di Gesù e fanno la volontà del Padre, sono la vera famiglia di Cristo. Non contano più i legami di parentela. C’è un’alleanza nuova da sottoscrivere, un’appartenenza che passa attraverso l’adesione obbediente al Signore che domanda di vivere un rapporto filiale con Dio e di fraternità tra noi. I figli del regno, seguendo il loro Maestro, non sono sprovveduti. Sono consapevoli che questa appartenenza è costantemente minata dalle insidie dello spirito impuro, che ha lo scopo di allontanarci da Cristo. La conversione è un atteggiamento di vita permanente per rimanere fedeli a Cristo, certi del suo sostegno di grazia che viene dallo Spirito di Dio. Generazione malvagia sono coloro che assomigliano ai bambini che rifiutano un gioco e anche l’altro, che vogliono continuamente “segni” per credere e non hanno il cuore mite e semplice come quello di Cristo.

 

Preghiamo

Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine.
Proteggili, perché in te si allietino
quanti amano il tuo nome.

Sal 5,12

Il tempo di Avvento nel rito Ambrosiano

Nell’Avvento il popolo cristiano si dispone a rivivere la “pienezza dei tempi” alla luce dell’attesa escatologica che orienta il cammino dei credenti nella storia e li guida verso il loro definitivo riscatto nel trionfo glorioso del Signore.

Esso, nel rito ambrosiano, è di durata analoga alla Quaresima (sei settimane); prende avvio la domenica successiva alla festa di S. Martino, vescovo (11 novembre), ragione per la quale nella tradizione ambrosiana prende anche il nome di “Quaresima di S. Martino” e termina prima della grande celebrazione vespertina vigilare di Natale.

Carattere liturgico

Il tempo di Avvento, in conformità con gli scopi che si propone, ha un duplice carattere: penitenziale e nello stesso tempo gioioso.
Nella sua ufficiatura si utilizza il color morello e, nella Messa, si omette il Gloria, ma al tempo stesso si canta l’Alleluia e si accompagnano le funzioni col suono dell’organo.

 

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