“Non abbiate paura, voi!

So che cercate Gesù il crocifisso.

Non è qui.

È risorto come aveva detto; venite vedete il luogo dove era deposto.

Presto andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti e ora vi precede in Galilea”   Mt.28,5

 

Affettuosi auguri per una Santa Pasqua vissuta nella gioia di annunciare il Risorto!

don Claudio



 La parola del Parroco

Veglia Pasquale

Questa solenne veglia pasquale ci regala di vivere, attraverso i segni e le parole, la grandezza della Pasqua e ci fa sperimentare quello che le donne di buon mattino, come ci ha ricordato il Vangelo, andando al sepolcro, con stupore, videro.

Ecco i segni e le parole che rendono attuale l’annuncio di gioia di Pasqua.

 

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N° 3  Marzo - Aprile 2019
Gruppi di Ascolto

Purtroppo a causa di un problema tecnico, la registrazione del 2 aprile non è disponibile

Decanato di Gallarate

Qui potrete trovare le date e  i luoghi dei corsi in Preparazione al Matrimonio Cristiano del nostro Decanato.



Ottava di Pasqua

Liberaci, Signore, da ogni paura.

24 Aprile, mercoledì
Mercoledì in Albis (IV giorno dell’Ottava di Pasqua)

Messa nel giorno:
propria, Gloria, Credo. Nella Preghiera Eucaristica I Communicantes e Hanc Igitur propri. [7]
At 5,12-21a

Sal 33(34); Liberaci, Signore, da ogni paura.
Rm 6, 3-11
Lc 24, 13-35

Letture per la Messa
per i battezzati:
2Re 6,1-7
Sal 85(86); Benedirò il Signore in ogni tempo,/sulla mia bocca sempre la sua lode.
1Cor 10, 1-4 oppure 2Cor 1,18-22
Mt 5, 44b-48

Ufficio
proprio dell’Ottava.
Compieta
della DomenicaDurante tutta l’Ottava di Pasqua, nei luoghi in cui, nell’arco della giornata, si celebrano più Messe, una sia per i battezzati.

Colore paramenti liturgici: Bianco

Lezionario ambrosiano festivo: Ottava di Pasqua
Liturgia delle Ore: Volume 3, Propria

(I settimana del Salterio)



La forza della risurrezione

Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. (At 5,12-13)

 

Che cosa colpiva dei primi cristiani? Perché gli abitanti di Gerusalemme li esaltavano? Il popolo di Gerusalemme rimase profondamente colpito dal fatto che tra i cristiani non c’erano bisognosi, che cioè essi si aiutavano a vicenda anche economicamente, poiché si sentivano profondamente uniti e si amavano di tutto cuore. Li vedevano pregare insieme e sapevano che nessuno rimaneva indifferente nei confronti degli altri, soprattutto di quanti erano in difficoltà. Avevano la sensazione chiara che si considerassero come una sola famiglia, a partire dalla fede che condividevano. Questo stare insieme nella pace, questo riunirsi volentieri, questa capacità di accogliersi a vicenda e di aiutarsi senza far pesare nulla, considerando assolutamente normale anche il mettere a disposizione degli altri i propri averi, senza per questo chiudersi in un ghetto o sentirsi superiori agli altri, veniva percepito come qualcosa di straordinario, in netto contrasto con il modo di fare che tutti conoscevano. La logica mondana andava infatti in senso diametralmente opposto.

 

Preghiamo

Signore Gesù,
fa’ che non guardiamo alla croce come ad una sconfitta!
In essa già risplende la luce della risurrezione,
la quale non cancella i segni della passione.

 

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

Il tempo di Pasqua

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Resurrezione alla solennità di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come “la grande domenica”.
Le domeniche di questo tempo vengono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica della Resurrezione, si chiamano domeniche “II, III, IV, V, VI, VII di Pasqua”.
Questo sacro tempo di cinquanta giorni termina con la domenica di Pentecoste, la celebrazione della quale quindi chiude il Tempo di Pasqua.

 

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ANNO ORATORIANO 2018-2019

VIA COSÌ

lo slogan dell'anno oratoriano 2018-2019

 

In oratorio rifiutiamo la logica del "si è sempre fatto così" e riscopriamo che lo slancio in avanti è la VIA da percorrere e che il nostro "COSÌ" è sempre qualcosa di nuovo. Crescerà lungo il cammino il nostro vigore, perché chiunque in oratorio si senta sostenuto e accompagnato dentro un "popolo" che è in cammino verso la Meta.

 

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