La parola del Parroco

Veglia Pasquale

Questa solenne veglia pasquale ci regala di vivere, attraverso i segni e le parole, la grandezza della Pasqua e ci fa sperimentare quello che le donne di buon mattino, come ci ha ricordato il Vangelo, andando al sepolcro, con stupore, videro.

Ecco i segni e le parole che rendono attuale l’annuncio di gioia di Pasqua.

 

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N° 4 Maggio 2019
Gruppi di Ascolto

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Decanato di Gallarate

Qui potrete trovare le date e  i luoghi dei corsi in Preparazione al Matrimonio Cristiano del nostro Decanato.



V settimana di Pasqua

A te la gloria, Signore, nei secoli.

23 Maggio, giovedì
Giovedì della V settimana di Pasqua
San Beda Venerabile, sacerdote e dottore della Chiesa (memoria facoltativa)
Santa Maria Maddalena de’Pazzi, vergine (memoria facoltativa)
A Milano, nella chiesa di Santa Maria Greca presso la canonica di Sant’Ambrogio: San Desiderio, vescovo e martire (memoria)

Messa
della feria o di una delle memorie facoltative. [2]
At 17,1-15

Sal 113B(115): A te la gloria, Signore, nei secoli.
Gv 12,37-43

Ufficio della feria o di una delle memorie facoltative.
Vespri
della feria pasquale del giovedì o Vespri I della memoria facoltativa seguente

Colore paramenti liturgici: Bianco

Lezionario ambrosiano festivo: Anno C

Lezionario ambrosiano feriale: Anno I

Liturgia delle Ore: Volume 3

(I settimana del Salterio)



La svolta degli Atti

Molti di loro divennero credenti e non pochi anche dei Greci, donne della nobiltà e uomini. Ma quando i Giudei di Tessalònica vennero a sapere che anche a Berea era stata annunciata da Paolo la parola di Dio, andarono pure là ad agitare e a mettere in ansia la popolazione. (At 17,12-13)

 

Luca conferisce alla figura e all’attività di Paolo valore paradigmatico. Il narratore racconta i fatti prestando attenzione agli «effetti» e tradisce così una preoccupazione teologica. Egli non vuole soltanto rendere ragione della ricaduta e delle conseguenze degli avvenimenti raccontati. Per lui quanto accade, in quanto opera di Dio, inesorabilmente divide. Ciò che accade è «segno di contraddizione»: da una parte chi crede, dall’altra chi rifiuta. Come già nel Vangelo, anche nel libro degli Atti il parallelismo delle posizioni di fronte alla proposta di salvezza serve a Luca per indicare che la storia non è semplicemente antropologica. È teologica, segue cioè la logica di Dio, non quella degli uomini. Di fronte all’annuncio dell’evangelo paolino, alcuni credono, altri si ribellano. Da una parte alcuni di Berea, dall’altra i persecutori. L’incontro con Gesù provoca una divisione: gli uomini si schierano, alcuni per lui, altri contro di lui. Questa storia continua ancora oggi e ci vede protagonisti.

 

Preghiamo

Signore Gesù,
rischiamo sempre di adattarci al pensiero dominante,
preferendo altre logiche alla tua.
Rendici saldi nella fede
per non avere timore di testimoniarti laddove viviamo.

 

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

Il tempo di Pasqua

I cinquanta giorni che si succedono dalla domenica di Resurrezione alla solennità di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come “la grande domenica”.
Le domeniche di questo tempo vengono considerate come domeniche di Pasqua e, dopo la domenica della Resurrezione, si chiamano domeniche “II, III, IV, V, VI, VII di Pasqua”.
Questo sacro tempo di cinquanta giorni termina con la domenica di Pentecoste, la celebrazione della quale quindi chiude il Tempo di Pasqua.

 

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ANNO ORATORIANO 2018-2019

VIA COSÌ

lo slogan dell'anno oratoriano 2018-2019

 

In oratorio rifiutiamo la logica del "si è sempre fatto così" e riscopriamo che lo slancio in avanti è la VIA da percorrere e che il nostro "COSÌ" è sempre qualcosa di nuovo. Crescerà lungo il cammino il nostro vigore, perché chiunque in oratorio si senta sostenuto e accompagnato dentro un "popolo" che è in cammino verso la Meta.

 

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