N° 5 - Giugno 2018

UFFICI PARROCCHIALI

Con il mese di giugno gli UFFICI PARROCCHIALI resteranno chiusi fino alla fine del mese di agosto, ma è sempre possibile INCONTRARE il parroco presso la sua abitazione a Oggiona in Via Leonardo da Vinci 8 oppure per telefono al numero 0331.217551 - 338.4705331

e-mail:  doncicops@gmail.com


ITINERARI IN PREPARAZIONE

AL MATRIMONIO 2018

Decanato di Gallarate

CARITAS COPS

 Ultima apertura del guardaroba prima della chiusura estiva è Giovedì 21 giugno dalle 14.30 alle 16.30. La riapertura a settembre sarà comunicata successivamente.


 CORSO IN PREPARAZIONE AL MATRIMONIO

 

Le coppie di fidanzati che intendono sposarsi in Chiesa nel corso del nuovo anno 2019 sono invitate ad iscriversi incontrando personalmente don Claudio su appuntamento telefonando ai numeri 0331.217551- 338.4705331. Le iscrizioni si chiuderanno alla fine del mese di agosto. 

 



SETTIMANA DELLA VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

A te mi affido: salvami, Signore.

19 Luglio, giovedì
Giovedì della settimana della VIII domenica dopo Pentecoste
A Milano, nella basilica di Santo Stefano Maggiore: Santi Innocenti di Milano, martiri (memoria)

Messa
della feria o ad libitum. [1]
1Sam 24,2-13.17-23
Sal 56(57): A te mi affido: salvami, Signore.
Lc 10,25-37

Ufficio
della feria.
Vespri
della feria del giovedì o Vespri I della memoria facoltativa seguente (ALAO).

Colore paramenti liturgici: Rosso

Lezionario ambrosiano festivo: Anno B

Lezionario ambrosiano feriale: Anno II
Liturgia delle Ore: Volume IV -
III settimana

XV settimana del "tempo per annum"



  «Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui». (Lc 10,31-34)

 

I Padri della Chiesa leggono nell’icona del buon samaritano la figura di Gesù chino sull’umanità sofferente per riversarvi misericordia e salvezza. I grandi testimoni della carità riconoscono nelle piaghe dell’uomo quelle stesse del Cristo nella passione. Nel patire e nel compatire, nella sofferenza e nella gratuità dell’amore si fa presente il Signore Gesù: l’Uomo per eccellenza che ha amato e sofferto. E sofferenza e amore domandano e donano prossimità.
È il sogno di Dio: “che siano una sola cosa”. Ma c’è l’altra triste via: chi vede e passa oltre. Ci si allontana, vuoti e soli, autoescludendosi dal sogno di Dio. Chiudendo la porta del cuore al fratello, la si chiude anche a Colui che vorrebbe in tutti trovare dimora e suscitare comunione.

 

Preghiamo col Salmo

Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
Mandi dal cielo a salvarmi,
confonda chi vuole inghiottirmi;
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà.

Il tempo dopo Pentecoste nel rito Ambrosiano
(Citazioni dal sito della Diocesi e dal Messale ambrosiano quotidiano.)

Il tempo successivo alla Pentecoste celebra la presenza dello Spirito che rende operante nella storia la salvezza realizzatasi nella persona di Cristo e la ripresenta nella Chiesa attraverso i divini misteri.
Inizia il lunedì che segue la solennità di Pentecoste e termina all’ora nona del sabato antecedente la I domenica di Avvento,

Fin dalla tarda antichità, il Tempo di Pentecoste trova nella Chiesa Milanese due momenti marcanti nella festa del Martirio di san Giovanni il Precursore e nella Domenica della Dedicazione. Con riferimento a tali celebrazioni, esso si articola quindi in tre sezioni:

 

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ANNO ORATORIANO 2017-2018

VEDRAI CHE BELLO

Il logo e lo slogan saranno gli emblemi che segneranno il cammino dell'anno oratoriano 2017-2018. Sono diversi i materiali che metteremo a disposizione da settembre con il marchio della proposta.

 

Mettersi in punta di piedi per guardare più lontano, appendersi con le braccia per salire ancora un poco più su e scoprire che c’è qualcosa al di là. C’è una bellezza che si vede solo se hai avuto il coraggio di andare oltre. Immaginiamo che dietro a questa bambina, che vediamo di spalle e potrebbe avere il volto di qualcuno che conosciamo, ci sia una persona più grande che, con lo sguardo di chi educa, le dica: «dai, su… coraggio… fidati… VEDRAI CHE BELLO!».

 

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