Il Tempo di Natale nel rito ambrosiano

Il tempo di Natale nel rito Ambrosiano
(Citazioni dal sito della Diocesi e dal Messale ambrosiano quotidiano.)

Dopo l’annuale rievocazione del mistero pasquale, la Chiesa non ha nulla di più sacro della celebrazione del Natale del Signore e delle sue prime manifestazioni: ciò che essa compie con il tempo di Natale.

Esso inizia con la grande celebrazione vespertina vigiliare del Natale del Signore e termina la domenica dopo l’Epifania, cioè la domenica che ricorre dopo il 6 gennaio, dedicata al Battesimo del Signore.

Carattere liturgico

Il tempo di Natale ha un carattere gioioso e in esso si esprime la letizia del popolo cristiano per la venuta di Gesù nel mondo.
Il colore liturgico è il bianco.

Struttura del Tempo di Natale

  • La Messa della vigilia di Natale è celebrata “inter vesperas” nelle chiese collegiate e, lodevolmente, anche nelle altre chiese.
  • Nel giorno di Natale si possono celebrare tre Messe: nella notte, all’alba, nel giorno.
  • Il Natale ha la sua ottava così ordinata:
    • il giorno 26, II dell’ottava, è la festa di santo Stefano protomartire
    • il giorno 27, III dell’ottava, è la festa di san Giovanni, Apostolo ed Evangelista
    • il giorno 28, IV dell’ottava è la festa dei santi Innocenti
    • queste feste, avendo una officiatura mista, con testi inerenti ancora al mistero della Natività, prevalgono sulla domenica.
    • i giorni 29, 30, 31 dicembre, V, VI e VII dell’ottava, cedono alla domenica fra l’ottava del Natale
    • il giorno 1 gennaio si celebra l’Ottava del Natale nella Circoncisione del Signore.
  • L’eventuale domenica tra il 29 e il 31 dicembre è la domenica nell’ottava del Natale
  • L’eventuale domenica tra il 2 ed il 5 gennaio è la domenica dopo l’ottava del Natale
  • L’Epifania si celebra il 6 gennaio; la Messa della vigilia segue le stesse norme della vigilia del Natale
  • Nella domenica dopo il 6 gennaio si celebra la festa del Battesimo del Signore.
  • I giorni che, in numero variabile si collocano tra l’Epifania e la Festa del Battesimo del Signore, costituiscono le Ferie dopo l’Epifania.


Paricolarità liturgiche

Natale ed Epifania hanno entrambi una solenne liturgia vigiliare vespertina sostanzialmente modellata sull’archetipo pasquale, adattato ad una celebrazione non notturna, ma vesperale.

La Messa della notte di Natale ha come pericope evangelica Gv 1, 9-14 in cui si annuncia l’apparire nel mondo della Luce vera.

Nella Messa all’aurora il Vangelo di Luca ricorda l’andata dei pastori a Gerusalemme.

Nella Messa del giorno (che era l’unica originaria celebrazione eucaristica) viene proclamato il Vangelo di Luca 2, 1-14 .

La pericope evangelica prevista per il giorno di S. Stefano è Mt 17, 23-26 (la moneta nella bocca del pesce) che S. Ambrogio nella sua esposizione del Vangelo di Luca spiegava in rapporto al protomartire ed a Paolo: il sangue dei martiri, seme dei cristiani; Paolo, moneta d’argento scaturita dal martirio di Stefano.
Quale testo alternativo, è possibile leggere Gv 15, 18-22 .

Nella Domenica nell’ottava di Natale, quando viene celebrata, le letture svolgono una densa catechesi sul Cristo, Sapienza e Parola eterna di Dio fatta carne.

Il giorno 30 dicembre è prevista una speciale celebrazione della festa di S. Eugenio riservata alla basilica di S. Eustorgio. In particolare l’Epistola (1Cor 9,19b-23) richiama la figura del vescovo transalpino fattosi ambrosiano con gli ambrosiani per diventare con loro partecipe dell’Evangelo.

Nell’Ottava del Natale sono venuti confluendo diversi temi: la commemorazione della Circoncisione del Signore e del conferimento a lui del nome Gesù, la benedizione del nuovo anno civile, l'invito alla pace.

L’Epifania, in ambito ambrosiano, rappresenta il vero approdo del lungo cammino avviatosi con l’Avvento, di cui scioglie le attese. In questo contesto, il Battesimo del Signore costituisce l’evento nodale attorno a cui si è costantemente costruita la celebrazione misterica, a un tempo della piena manifestazione di Gesù quale Unigenito del Padre e della teofania, in lui, della divina Trinità.