Letture del giorno - Rito Ambrosiano

28 Luglio

Santi Nazàro e Celso, martiri (memoria)
Anno I


ALL’ INGRESSO
Questi santi hanno vinto
per mezzo del sangue dell’Agnello,
hanno disprezzato la vita fino a subire la morte
e regnano con Cristo in eterno.


ALL’ INIZIO DELL’ ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio forte ed eterno, che nel cuore dei santi accendi la fiamma della tua carità, sull’esempio dei martiri Nazàro e Celso donaci di tendere a quella passione d’amore che arriva a sacrificare generosamente anche la vita. Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


LETTURA
Lettura del secondo libro di Samuele (11, 2-17. 26-27; 12, 13-14)
Davide e la moglie di Uria.

In quei giorni. Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Uria l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Ella andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla sua impurità. Poi ella tornò a casa.
La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Uria l’Ittita». Ioab mandò Uria da Davide. Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Uria: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Uria non è sceso a casa sua». Allora Davide disse a Uria: «Non vieni forse da un viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?». Uria rispose a Davide: «L’arca, Israele e Giuda abitano sotto le tende, Ioab mio signore e i servi del mio signore sono accampati in aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per giacere con mia moglie? Per la tua vita, per la vita della tua persona, non farò mai cosa simile!». Davide disse a Uria: «Rimani qui anche oggi e domani ti lascerò partire». Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il seguente. Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.
La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Uria. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Uria sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Uria l’Ittita.
La moglie di Uria, saputo che Uria, suo marito, era morto, fece il lamento per il suo signore. Passati i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere e l’aggregò alla sua casa. Ella diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai. Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire».

Parola di Dio.


SALMO
dal Sal 50(51)

R. Nel tuo amore, o Dio, cancella il mio peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio. R.

Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza:
la mia lingua esalterà la tua giustizia.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.


CANTO AL VANGELO
Alleluia.
Non avete perché non chiedete;
chiedete e non ottenete perché chiedete male,
dice il Signore.
Alleluia.


VANGELO
Lettura del Vangelo secondo Luca (11, 9-13)

In quel tempo. Il Signore Gesù aggiunse: «Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.


DOPO IL VANGELO
Voi siete l’ornamento della casa del Signore,
splendidi come l’oro,
perché avete consacrato a Dio con gioia
la vostra vita per sempre.


A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
Si allieti, o Dio, la tua Chiesa per l’unica corona di gloria che unisce fraternamente i martiri Nazàro e Celso; la loro testimonianza accresca la nostra fede e conforti la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.


SUI DONI
Scenda la tua grazia, o Padre, sui nostri doni, e l’offerta di questo sacrificio ravvivi nei cuori il fuoco dell’amore per te che consentì ai santi Nazàro e Celso di superare con coraggio ogni tormento. Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre, qui e in ogni luogo, a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Cristo, tuo Figlio unigenito, è l’Agnello vincitore che regna nell’alto dei cieli e chiama i martiri a condividere il suo destino di gloria. Corroborati dal suo sangue, Nazàro e Celso hanno reso al mondo una splendida testimonianza di fede e, dopo molti tormenti, hanno subìto la morte. Ora stanno, o Padre, davanti al tuo trono nella candida schiera di coloro che, avendo affrontato animosamente il martirio, hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello. Dal loro volto ora tu astergi ogni lacrima, ora estingui la loro sete di te alle acque della vita e doni ai tuoi servi di gloriarsi del nome di Cristo nella luce della Gerusalemme eterna. Alle loro voci uniamo con gioia le nostre e con tutti gli angeli a te eleviamo la lode: Santo, Santo, Santo…


ALLO SPEZZARE DEL PANE
«Voi mi siete rimasti vicini nell’ora della prova,
e io preparerò un regno per voi – dice il Signore –
perché possiate mangiare e bere alla mensa del mio regno».


ALLA COMUNIONE
Questi santi, attraverso il martirio,
sono divenuti amici perfetti e fedeli di Cristo.
Rinunziamo alla vita mondana
per seguire Cristo Signore
e non perdere la vita eterna
a causa della gloria che passa.


DOPO LA COMUNIONE
Nutriti del Pane del cielo e lieti nel ricordo dei santi Nazàro e Celso, ti eleviamo, o Padre, la nostra supplica: confermaci nel tuo amore per sempre e donaci di camminare nella giovinezza della vita rinnovata. Per Cristo nostro Signore.